12 Giugno 2019

La mia ombra

 

Capisco i desideri infranti.

Capisco quando la Vita ti mette alla prova e ti toglie ciò che di più caro hai.

Capisco quando desideri con tutto il cuore qualcosa e questo sogno semplicemente non si può avverare perché va contro le leggi della fisica.

Capisco la fuga in tutti i modi possibili dal pozzo nero del dolore.

Capisco il non voler sentire perché il sentire significherebbe stramazzare sul pavimento e non alzarsi.

Due giorni fa di 20 anni fa il mio cuore si è spezzato in mille piccole schegge, la mia anima si è frammentata – come si dice nello sciamanesimo quando subiamo un trauma forte.

Avevo 18 anni, quasi 19 e mille progetti.

In una notte la Vita mi ha tirato un pugno talmente forte che ci ho messo altrettanti anni a riprendermi tutti quei pezzi d’anima e a ricostruire il mio cuore.

Il fatto è che per anni non mi sono resa conto di nulla. O meglio, la mia difesa è stata ignorare e non entrare in contatto affatto con il mio dolore.

Ero talmente triste e talmente rotta dentro che per me era impossibile entrare in contatto con quella parte.

Non mi fraintendere, se tu mi avessi visto avresti pensato che ero una ragazza del tutto “normale”.

Studiavo tanto, uscivo con gli amici, avevo tante amiche, mi prendevo cura del mio cane Niba (che mi ha salvata), viaggiavo, uscivo con i ragazzi. Mi prendevo cura dei miei genitori.

Il mio seguire il Dovere e funzionare al meglio succedeva perché non ci pensavo neppure a entrare in contatto con le mie emozioni. Per niente.

Mi ricordo che ogni volta che qualcuno mi abbracciava per due secondi tremavo perché temevo che la mia parte spezzata emergesse e le lacrime iniziassero a scorrere come fiumi.

Mi sono laureata, ho trovato un lavoro, e ho continuato a trovare infiniti modi per non sentire.

Raramente mi lasciavo andare alle lacrime da sola nel mio letto e mi sentivo sprofondare in un buco nero che non sapevo accettare e non sapevo minimamente gestire.

C’era una parte di me che non riusciva a lasciarsi andare al dolore perché temeva che ci sarebbe rimasta per sempre.

Fammi entrare nel mare più mosso che ci sia, fammi scendere dalle cascate, fammi godere di acque tranquille, ma odio il fango. Quella sensazione di Being stuck, immobile, senza prospettiva mi ha sempre mandata in sbattimento totale.

Non ero attrezzata a sentire. Non ero abituata a guardarmi dentro. E la morte, che aveva bussato alla mia famiglia strappando la persona più importante che c’era nella mia vita, aveva avuto due effetti fondamentali: farmi vivere al massimo perché colei che era morta aveva vissuto in modo così meravigliosamente vero che non si poteva che onorare questo suo esempio, e dall’altra parte farmi morire dentro per sensi di colpa, per desideri frantumati, per equilibri totalmente spezzati.

Mi sono ripresa? Si. Dopo tanti tantissimi anni.

Ho smesso di chiedermi ma Perché?? Si

Ho smesso di invidiare chi una sorella ce l’ha e se la può godere e mandare a quel paese chi la ha e non ci va d’accordo.

Ancora mi capita di sognare ad occhi aperti come sarebbe stata lei come zia dei miei figli e di sentire una profonda malinconia quando incontro due sorelle ottantenni che camminano fianco a fianco e sapere che questa cosa non l’avrò mai sul piano fisico.

La vita mi ha tolto tanto.

E poi mi ha dato tanto.

Non mi sono mai davvero accontentata e quindi negli ultimi anni mi sono anche data il permesso di ricevere tanto.

Più di tutto finalmente ho imparato a sentire tanto. Mi sono data il permesso di andare nel profondo di quel dolore e risalirne.

Abbandonarmi al piacere e al sentire ha implicato toccare con mano quella parte di me che voleva lasciar perdere tutto ed era profondamente incazzata con il Grande Spirito per avermi tolto proprio lei.

E ora, dopo anni di lavoro sulla mia ombra e sul mio dolore, nonostante tutto e innanzitutto celebro la Vita. Sempre.

So che è difficile andare nel profondo di quello da cui vuoi scappare.

Ma è l’unico modo per vivere accese.

Ti regalo un esercizio per iniziare ad amarti col piede giusto

Altri articoli simili…

Tu che puoi

Tu che puoi far l’amore con chi vuoi. Tu che puoi darti piacere quando vuoi. Tu che puoi portare i...

leggi tutto

Ti vedo

Ti vedo. Insoddisfatta di parti della tua vita e questa sensazione sorda e fastidiosa che ti...

leggi tutto

Sfigata

Ho riflettuto a lungo negli anni, essendo io un'anticonformista di natura, sul concetto...

leggi tutto
Elisa

Elisa

Mi chiamo Elisa, sono la SacerdoSex Attivatrice di Piacere, e ti aiuto a tornare ad amare il tuo corpo e godere, risvegliando la tua natura orgasmica e la tua sensualità.
Sono qui per te. Per farti sentire al sicuro nella tua femminilità e far riaffiorare la parte più viva di te. Leggi di piu…

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *