20 Maggio 2019

Corpo e Mente

Lo so lo so.
Il cervello è essenziale. 
Ci permette di funzionare alla grande. Grazie ad esso abbiamo idee brillanti, prendiamo dei bei voti, riusciamo a fare una lista della spesa che abbia un senso, ecome centrale elettrica del nostro corpo manda in giro i giusti impulsi di modo che ci muoviamo e comportiamo nel giusto modo.
Adoro il mio cervello e gli sono infinitamente grata.
Tuttavia fidarmi così tanto del mio cervello e stare così tanto nella mia testa mi impediva di lasciarmi andare quando era il caso di lasciare il controllo e abbandonarmi.
Cioè, in realtà lo facevo, ma aiutata da sostanze esterne e con il principale obiettivo di divertirmi senza sentire nulla.

Il fatto è che per troppo tempo mi sono dimenticata di avere un corpo.
Per troppo tempo ho abusato del mio corpo.
Per troppo tempo ho dato per scontato il funzionare del mio corpo.
Per troppo tempo sono andata in giro con il pilota automatico.
L’ho portato in giro, o per meglio dire, per troppo tempo mi ha portato in giro lui senza che io mi rendessi conto di nulla. Semplicemente pretendendo.
Già perché alla fin fine ho preteso che corresse, digerisse, dormisse quando decidevo che ero stanca, si arrampicasse, godesse, portasse bimbi e partorisse, senza che io fossi consapevole della meraviglia che abitavo.

Per anni sono stata ignara di tutto questo, concentrata a concentrarmi e pensare, ragionare, raggiungere i miei traguardi e i miei obiettivi senza riconoscere che gran parte delle risposte alle domande che mi facevo fossero nel mio corpo.
Poi, anni fa, in una tenda a Ibiza a lavorare sulle energie del mio grembo e a entrare in contatto con la mia donna sacra interiore (lo so lo so sembra una cosa sciamanica e stramba e lo è, ma è anche stata una figata), mi sono resa conto che il mio corpo aveva davvero dentro tutta la saggezza che avevo cercato per una vita fuori.

Era lì che potevo trovare una risposta praticamente a tutto.
Ed era lì che erano sepolte tutte le emozioni da cui sfuggivo da troppo tempo. La tristezza, la rabbia, la frustrazione, la vergogna, il senso di colpa….Che paura sentirle. 
Basta, però, ero fuggita per una vita. Era il momento di scoprirmi.
Solo che non avevo idea di come farlo. Io che vivevo nel mio corpo dal giugno del 1980 non avevo la minima idea di come abitarlo propriamente, onorandolo e traendone davvero il meglio.

Quindi mi sono ovviamente messa al lavoro.
Ho lavorato per togliere tutta una serie di strati e di traumi che mi impedivano di sentirlo, di accedere alle emozioni che provavo, di abbandonarmi quando avrei potuto permettermelo.
Tanta paura, tante fughe, tanti ripensamenti, tanti dubbi. Poi, poco a poco ho imparato.

Ho usato il tantra, l’uovo di giada, la danza qoya, la meditazione, lo yoganidra, il risveglio delle energie sacre del mio grembo, lo scrivere infinite pagine sul mio diario, farmi le domande giuste e sentire le risposte giuste, ho trasformato infiniti strati del mio subconscio che non volevano lasciarmi libera di accedere al piacere di vivere libera di essere me.
Ho usato infinite tecniche per accedere alle mie emozioni senza usare il ragionamento, ma stando nel mio corpo.
Ho imparato dalle relazioni con gli altri e dal mio cane. Ho imparato tantissimo dai miei figli. Ho imparato stando sugli alberi.
Ho imparato dove godo e dove no. 
Ho imparato dove il mio corpo mi dà risposte e soprattutto ho imparato a decifrarle.
Ho imparato a sentire.
Ho imparato a dire no.
Ho imparato ad aprirmi all’energia vitale che scorre in me e in tutti noi.
Ho imparato che il mio corpo mi dona segnali ogni singolo giorno e sta a me ascoltarli.
Ho imparato a riposarmi anche se la mia testa mi dice ora non puoi.

Uno dei modi più rapidi con cui puoi accedere al tuo corpo è mettendoti in contatto con esso. Esplorandolo, toccandolo, conoscendolo. 

Impara a sentire dove sei bloccata, dove provi piacere e dove invece non senti nulla perchè lì non è il tuo punto. Prima di accarezzarti concentrati sul sentire e ripeti a te stessa: Voglio sentire.

Sono arrivata al punto che mi basta sfiorarmi un braccio con l’intenzione di amarmi che sento un brivido lungo la schiena.

Ho imparato ad amarmi davvero. 
E’ stato facile? Non proprio.
Però è stato uno dei viaggi più fighi che io abbia mai fatto.

Vivi Accesa!

Non sai da dove iniziare? Dalla musica giusta, ovviamente!

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Elisa

Elisa

Mi chiamo Elisa, sono la SacerdoSex Attivatrice di Piacere, e ti aiuto a tornare ad amare il tuo corpo e godere, risvegliando la tua natura orgasmica e la tua sensualità.
Sono qui per te. Per farti sentire al sicuro nella tua femminilità e far riaffiorare la parte più viva di te. Leggi di piu…

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