3 Marzo 2026

Se non riesci a lasciarti andare, forse è rabbia

Molte donne arrivano a un punto in cui si accorgono di una cosa: non è che il desiderio sia sparito, è il corpo che non si lascia più attraversare.

L’intimità e la relazione e ci sono ma c’è anche la sensazione di “restare fuori”: non ci si lascia andare, si pensa troppo, si fa fatica a godere.

Inizi a pensare che sia un problema di voglia.
O di partner. O del tuo corpo.
Ma spesso la causa è un’altra: rabbia.

Non la rabbia furiosa che esplode. Quella silenziosa che ingoi e ti porti dietro per mesi o anni. Quella che resta per le frasi non dette, per i confini saltati, perché le ferite interiori sono rimaste lì sotto un cerotto.

Può essere proprio lei a spegnere il sentire.
E quindi anche il Piacere.

Rabbia e piacere: perché ti blocca?

Le emozioni che non vuoi sentire non spariscono.
Si spostano e diventano un tappo.

Quando proviamo emozioni forti che non riusciamo ad elaborare, il corpo e la mente fanno quello che sanno fare meglio per proteggerci: chiudono. Puoi immaginarlo come un cuscinetto, uno strato che separa noi da loro.

Però le emozioni non stanno in scatole chiuse, vivono tutte insieme. Quindi quello che succede è che ti allontani da tutto il sentire.

Le “cose brutte” ti fanno meno male.
Ma ti allontani anche quelle belle.
L’entusiasmo, la gioia, il Piacere.

La rabbia è un segnale di confine: nasce quando qualcosa dentro di noi dice “no, non ci sto”. Quando sentiamo di aver vissuto un’ingiustizia, un tradimento, una mancanza di rispetto. Quando non ci sentiamo viste e ascoltate.

Se non diamo retta a quel segnale, spesso succede che:

  • La rabbia resta nella testa sotto forma di pensieri che tornano, risentimento, monologhi interiori, accuse.
  • La rabbia resta nel corpo come tensione: muscoli rigidi, respiro corto, gola chiusa, pavimento pelvico contratto.

Il Piacere ha bisogno dell’opposto.
Di respiro, di fiducia, di abbandono.

Ecco perché la rabbia ci blocca nel Piacere: ci rende difficile traslocare dalla testa al corpo, sentirsi al sicuro abbastanza da lasciarsi andare e godere.

Attenzione: la rabbia non è sempre legata al partner.
A volte la coppia è solo il luogo in cui il tappo si manifesta.
Le radici possono essere anche più antiche o diverse.

4 modi per lasciar andare la rabbia

Non esiste una tecnica magica che risolva tutto.

Lasciar andare la rabbia non è farla esplodere per poi richiudere: è trasformare le emozioni bloccate per sciogliere il tappo. E questo è un percorso che si affronta lavorando su più livelli: corpo, comunicazione, radici.

Nel mentoring per il Piacere lavoriamo spesso su questo nodo perché noi donne abbiamo un pessimo rapporto con la rabbia. Non è colpa nostra: siamo state educate a essere accomodanti, a non disturbare, a contenersi, a non “fare scenate”. E da brave bambine, abbiamo imparato.

Ecco alcune pratiche che sbloccano.

[H3] La lettera che non mandi

Scrivi tutto quello che non hai detto, quello che ti ha ferita, quello che avresti voluto e non hai avuto. Non per fare la brava e perdonare, ma per riconoscere la verità di ciò che senti e smettere di trascinarti dentro quella rabbia.

Puoi scriverla a te stessa, se sei arrabbiata con te.
Puoi scriverla al partner, se sei arrabbiata con lui.
Puoi scrivere “cara rabbia, sei ancora qui perché…” e iniziare da lì.

Questa non è la soluzione finale ma è un primo gesto di ascolto che abbassa la tensione e aiuta a vedere cosa devi trasformare per tornare libera.

Lasciar andare attraverso il corpo

La rabbia repressa è energia che ristagna.
E finché resta lì, il corpo rimane in protezione.

Qui non stiamo parlando di di esercizi per avere un orgasmo. Parliamo di usare il corpo per scaricare quell’energia di troppo, per sciogliere le tensioni, per scaricare la testa.

Ecco una routine semplice che puoi fare in 5 minuti:

  • In piedi, schiena dritta: inspira ed espira forte per 10 volte.
  • Scuoti braccia e spalle per scrollare via la tensione.
  • Batti forte i piedi, scarica a terra la rabbia.
  • Pugni all’aria o a un cuscino.

Se vuoi puoi urlare, gridare, dare voce alla rabbia.
Ti sentirai più leggera.

Anche questa pratica non risolve tutto ma apre una porta: ti riporta dalla testa al corpo. E da lì il Piacere torna raggiungibile.

Ascolto e cura della bambina interiore

La bambina interiore è la custode di tutte quelle parti di noi che sono rimaste ferme in esperienze che non abbiamo elaborato per mancanza di protezione, risorse, sostegno.

Spesso la rabbia non nasce da un singolo episodio. È un accumulo di cose antiche: bisogni ignorati, un “no” che non potevi dire, un “sì” che hai detto per paura. Strato dopo strato, il tappo diventa più spesso.

In questi casi, “lasciar andare la rabbia” significa andare a riprendere la parte che si è sentita impotente – e che oggi cerca di proteggerci – dandole ciò che allora non ha avuto: ascolto, confini, validazione.

Questo lavoro di solito non si fa da sole. Serve una guida che sappia aiutarti a dialogare con te stessa senza forzare, e a comprendere le emozioni che possono nascere quando tocchi memorie profonde.

Comunicazione

Prima di preoccuparci di come comunicare la nostra rabbia al partner, alla famiglia, al collega di lavoro che ci manda fuori di testa, dobbiamo imparare ad essere oneste con noi stesse.

C’è tanta rabbia che resta lì perché:

  • non vogliamo vederla
  • non abbiamo le parole per descriverla
  • non riusciamo ad ammetterla.

Ecco un modo semplice per iniziare a riconoscerla.
Prendi carta e penna e scrivi:

  • Fatto: Quando succede questo…
  • Impatto sul corpo: Nel mio corpo succede che…
  • Confine: non ci sto a… / ho bisogno di…

Quando riconosci la tua rabbia smetti di averne paura.

E questo cambia tutto: il modo in cui parli (e ti parli), il modo in cui scegli e senti, il modo in cui ti fai toccare.

Se ti sei riconosciuta e senti che la tua rabbia non è solo “nervoso”, sappi che non devi affrontarla da sola. Esplora i modi in cui posso accompagnarti a ritrovare te stessa e scrivimi per conoscerci.

Vivi Accesa!

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Elisa

Elisa

Mi chiamo Elisa, sono la SacerdoSex Attivatrice di Piacere, e ti aiuto a tornare ad amare il tuo corpo e godere, risvegliando la tua natura orgasmica e la tua sensualità.
Sono qui per te. Per farti sentire al sicuro nella tua femminilità e far riaffiorare la parte più viva di te. Leggi di piu…

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